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Lions Club Valsesia e Sportello Linguistico, prosegue il progetto “Calenda-Libri”

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ALAGNA – Come da tradizione l’8 agosto 2022, nel Palazzetto dello Sport di Alagna, gremito di pubblico, è stato presentato il quinto calenda-libro, promosso e realizzato dal Lions Club Valsesia e dallo Sportello Linguistico della Comunità di Alagna e Riva Valdobbia.

Lorena Chiara, guida turistica, profonda conoscitrice del territorio e delle sue tradizioni, ha ricordato il lungo e capillare lavoro di ricerca e di selezione delle fonti, realizzato da un’équipe tutta al femminile: testi, ricerca iconografica e grafica sono stati curati, ancora una volta, da Donata Farinetti, Elisa Farinetti, Paola Leonoris. “Natura, arte e storia sono stati i tre elementi che la Comunità ha saputo far emergere e valorizzare in un concentrico urbano che è il risultato dell’unione di conglomerati autonomi e indipendenti, segnati da metodologie insediative tali da sfruttare al meglio un territorio difficile”: alle parole del Sindaco, Roberto Veggi, hanno fatto eco quelle di Nanni Boggio, in rappresentanza del Presidente del Lions Club Valsesia, Vito Arlunno, che ha confermato l’attenzione del Club di servizio nei confronti di una Comunità viva e attiva nel mantenere le tradizioni, aperta ad un turismo sempre più qualificato. Il ricavato dalla vendita dei libri finanziati dal Lions, e dei calendari, circa 35.000 €, è sempre stato devoluto alla SAV, Soccorso Alta Valsesia e quest’anno saranno acquistati tre defibrillatori.

Elisa Farinetti ha ricordato come gli argomenti scelti per i calendari si leghino gli uni agli altri. Nel 2019 nacque l’idea dei “Calenda-Libri”, evoluzione del classico calendario illustrato e patinato. Le suggestive immagini della fotografa vercellese Lella Beretta, visualizzarono lo scorrere delle quattro stagioni nelle frazioni alagnesi. Si cominciarono a valorizzare anche l’aspetto sociologico e linguistico: per ogni mese vennero riportati le festività e gli appuntamenti legati alla tradizione e alla storia di Alagna e, nell’ultima pagina comparve un piccolo saggio di lingua Walser: “Così parlano gli Alagnesi”. Seguì nel 2020: “Gli alberghi storici di Alagna Valsesia”, “D’olti lander gasthofa”. Fu ampliata la parte narrativa, affidando alle prime pagine una breve storia delle origini e dello sviluppo dell’industria alberghiera, legata alla nascita del turismo, descritta attraverso le parole del teologo Giuseppe Farinetti. Ad ogni mese venne abbinata l’immagine di uno storico albergo e ne fu raccontata la storia. Il Calendario di Alagna 2021 fu dedicato al lavoro femminile: “Il matriarcato della fatica”, le donne alagnesi”. Oltre alle splendide immagini, frutto di una ricerca iconografica capillare, si propose una interessante riflessione sul lavoro femminile, che in una terra di emigrazione maschile aveva un peso sociale rilevante. “Il tempo di migrare”, fu il tema scelto per il 2022 per testimoniare e far conoscere la storia delle emigrazioni in alta valle, ampliando un discorso più generale, che partendo dalle “radici” comuni fa riemergere testimonianze di vita: quest’anno, parlando di frazioni il discorso è stato allargato a tutto il territorio.

Nell’intervento dello storico Massimo Bonola sono emerse interessanti riflessioni di carattere storico e sociologico: “La salvaguardia del paesaggio come valore immateriale è una delle questioni più importanti del nostro tempo: dalla contemplazione si passa ad un momento critico, storico ed analitico per capire come si è costruito quel paesaggio. Per Alagna si parla di villaggi autocentrici che si sono assemblati, non si può parlare di un centro e di frazioni, concetto moderno, risalente agli ultimi due secoli, come ha ricordato nel precedente intervento l’architetto Vanni Boggio. Nell’Alagna della prima metà del Trecento, si comincia a costruire il paesaggio, creando tre insediamenti a-centrici. Alla fine del Quattrocento sulla base di una potente spinta demografica, settantotto capifamiglia alagnesi, dichiararono dove vivevano e chiesero al vescovo di avere la loro parrocchia. Un secolo dopo un notaio censì le frazioni esistenti per “squadre”, gruppi di frazioni uniti da interessi comuni per il territorio che gestivano. Nella Grande Carta della Valsesia del 1759, pubblicata da Luigi Peco, il territorio era mutato: sparito l’insediamento di Piè d’Otro, spazzato da una valanga. Negli ultimi due secoli la dinamicità del paesaggio subì poi una forte accellerazione con l’evoluzione del settore minerario, la costruzione dei grandi alberghi, la demolizione degli edifici rurali e la copertura della roggia dei mulini, la costruzione di nuove ville borghesi da parte di famiglie alagnesi, la modificazione radicale della viabilità urbana con l’arrivo della strada carrozzabile. Il presente lo stiamo vivendo e il futuro è già alle porte”.

Dopo questa importante premessa di carattere metodologico, Lorena Chiara ha passato in rassegna tutti i villaggi che compongono Alagna, ciascuno presentato nelle pagine del calendario, concludendo con la proiezione della selezione di quadri classici e moderni, che raccontano attraverso l’arte le frazioni ed i personaggi alagnesi. Davide Filiè linguista germanico, ha illustrato la pagina: “Così parlano gli Alagnesi”, concludendo il pomeriggio con il consueto saluto augurale in tittschu.

 

Piera Mazzone

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