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«Per essere “Ghemmese dell’anno”… ci vuole fisico»

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GHEMME – Nella serata di venerdì 2 è stato insignito del premio di «Ghemmese dell’anno» Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico.

Il Ghemmese dell’anno

Nato a Borgosesia nel 1973, è cresciuto a Ghemme, ma attualmente vive a Milano, dove ha studiato, laureandosi in Fisica all’Università Statale e dove poi si è definitivamente trasferito per lavoro. Da più di vent’anni si occupa di divulgazione scientifica: ha iniziato nel 2000 sviluppando i percorsi scientifici dei nuovi laboratori educativi del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e poi ha continuato attraverso il web, oppure parlando nelle scuole, nelle aule universitarie, in radio, o ancora pubblicando libri e parlando di scienza in televisione (per citare solo alcuni dei programmi cui ha collaborato: Geo&Geo, Superquark, Detto Fatto). Anche nelle aziende svolge consulenze su innovazione e cultura digitale.

L’invito a partecipare al Ghemmese dell’anno

L’invito a ricevere il premio a Ghemme è stata occasione per incontrare i giovani delle scuole medie ghemmesi e gli studenti dell’Istituto Superiore Ferrari di Gattinara, dove ha parlato di scienze e tecnologia avendo un confronto diretto con gli alunni che gli hanno posto diverse domande. Ha più volte sottolineato quanto le nuove generazioni abbiano assistito alla caduta di molti valori che un tempo erano dei veri e propri capisaldi: «Per questo i nostri giovani non vanno giudicati, ma aiutati, entrando in empatia con loro». Nel pomeriggio ha potuto visitare la ditta Ponti spa e la Cantina La Piemontina, scoprendo alcune aziende innovatrici del territorio.

Ghemmese al di fuori di Ghemme

Al momento della premiazione il sindaco ha spiegato che «Massimo rappresenta l’essere ghemmese al di fuori di Ghemme. Essere ghemmese significa portare un po’ di follia, un po’ di preparazione, di improvvisazione, ma quello che lo contraddistingue è l’umanità, il saper stare con gli altri» e ha sottolineato che «In questi anni ha avuto la qualità di arrivare a livelli molto importanti e come maggioranza si è deciso di premiare una figura che ha portato lustro al nostro territorio». Le diverse visite della giornata sono servite a mostrare come il paese stia crescendo e le sue eccellenze ne siano una netta dimostrazione.  Massimo Temporelli ha evidenziato l’emozione e l’onore di poter essere riconosciuto come «Ghemmese dell’anno», perché, pur avendo vinto altri premi nell’arco della sua carriera, «tornare da dove si parte, ha un significato più grande». Ha, inoltre, riconosciuto l’innovazione che sta vivendo il territorio, anche attraverso un’imprenditorialità molto vivace e come le scuole abbiano uno sguardo proiettato verso il futuro. «Mi piacerebbe tornare qui portando qualcosa di mio: impegnarmi, far conoscere questo luogo che è un bellissimo paese e realtà».

Sicuramente una delle caratteristiche di Temporelli che lo hanno portato ad avere successo è, come sottolineato da lui stesso, la caparbietà: «A 19 anni decisi di fare una cosa difficile, mettermi un po’ in gioco. Ho combattuto contro i miei limiti, che erano moltissimi e questo mi ha portato traguardo dopo traguardo a fare cose che mi piacciono». Ha suggerito ai presenti di far emergere nel territorio questa caparbietà che sicuramente è già presente: «Ritornare a sognare in grande, mettersi d’impegno e provare a fare delle cose che facevamo nel passato, cioè lavorare insieme». Ha concluso evidenziando come la scienza non sia qualcosa di estraneo alla nostra vita: «La mia missione è stata – e lo sarà anche in futuro – raccontare scienza e tecnologia, materie appassionanti e avventurose». Ha così accennato a come la scienza possa avere enormi ripercussioni sull’industria: brevetti e nuovi prodotti si possono trasformare in occupazione e ricchezza per i territori. Infine, alla consegna del premio ha dichiarato di riceverlo con la consapevolezza che si impegnerà a fare ancora di meglio verso Ghemme e verso la società italiana ed europea.

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