Attualità
Presentato a Varallo il romanzo storico-artistico scritto da Mauro Mario Gilodi
VARALLO – Sabato 26 settembre, alle ore 10.30, in Biblioteca a Varallo, è stato presentato il romanzo storico-artistico scritto da Mauro Mario Gilodi: “All’ombra del Sacro Monte”, ambientato all’inizio del XVI secolo in Valsesia, dove il progetto della Nova Jerusalem, tanto desiderato dal Beato Bernardino Caimi, ha iniziato a prendere forma con la costruzione delle prime cappelle. Venne incaricato di dare lustro a quest’opera grandiosa il giovane Magister Gaudenzio Ferrari, pittore e scultore, già conosciuto ed apprezzato a Varallo fin dalle sue prime opere.
Presentato a Varallo il romanzo storico-artistico scritto da Mauro Mario Gilodi
Enrica Poletti ha portato il saluto della Città di Varallo, Rosa Angela Canuto, editore del romanzo ne ha ricordato la genesi, dalla lettura delle bozze alla concretizzazione in un libro omaggio alla Valsesia, che condensa “bellezza, arte e Fede” e che, non a caso, è stato presentato nell’ambito degli “Eventi francescani” dedicati a San Francesco nell’ottocentesimo centenario della morte, come ideale premessa al convegno del 10 ottobre in Biblioteca dedicato alla figura del Beato Frate Bernardino Caimi, frate francescano, ideatore del Sacro Monte.
Il romanzo si inserisce in un filone letterario ispirato al Sacro Monte, da: “Il romanzo di Gaudenzio” di Norberto Julini, uscito nel 2018, a: “L’angelo che scese a piedi dal Monte Rosa” di Alberto Paleari, del 2016, incentrato sulla figura dell’artista Tanzio da Varallo, al giallo: “La cappella n. 27. Giallo sul Monte”, di Oreste Fantino del 2009: tutti volumi presentati in Biblioteca.
L’Autore ha ringraziato gli organizzatori dell’incontro e l’editore, ricordando le sue “estati valsesiane” trascorse a Raschetto, frazione di Valduggia, dove scoprì la figura di Gaudenzio e visse una quotidianità familiare semplice e profonda: “Il libro è il frutto di cinque anni di ricerche, che mi hanno fatto crescere in consapevolezza, permettendomi di cimentarmi nella scrittura letteraria: Gaudenzio in questo romanzo non è il personaggio principale, sebbene lo siano forse le sue opere: è uno spirito in sottofondo, che sostiene il romanzo. Non vi sono dialoghi diretti che lo rappresentano, viene interpellato dai ragazzi di bottega, li accompagna all’osteria dove partecipa cantando e suonando il suo inseparabile liuto”.
Nel romanzo compaiono altri personaggi storici, più o meno noti, ma che lasciarono una traccia nella storia del territorio: da Don Lorenzo Manetta, al Dottor Innocenzo Gibellino, speziale stregonesco, ad Antonio Boltraffio, aiutante di Leonardo, a Fermo Stella. Non poteva mancare un riferimento alla Beata Panacea, rievocata nel nome della fidanzata del protagonista, il giovane apprendista pittore Jacopo Quazzola, ispirata dalla figlia dell’Autore Fiammetta: “Una persona estremamente sensibile, sensitiva e che si prende cura del prossimo, oltre che essere un’artista: infatti è autrice della copertina del romanzo”. Lidia Accornero, insegnante, ha ringraziato l’autore per averle regalato: “Il momento migliore dell’estate: una luce di speranza per il futuro e per tutto quello che può capitare nella vita”. L’autore ha sottolineato che quello era proprio l’obiettivo del suo scrivere: l’invito a guardare sempre avanti, senza mai disperare.
Il romanzo sarà presentato sabato 25 ottobre al Museo delle Campane di Valduggia.
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