Attualità
Presentato il nuovo numero di «Vita postuese»
POSTUA – Un folto e interessato pubblico ha seguito nel tardo pomeriggio di sabato 20 giugno, presso il centro polivalente del paese, la presentazione del nuovo numero di «Vita Postuese», pubblicazione realizzata a cura dell’Amministrazione comunale e giunta alla sua 44ª edizione. Un annuario pensato per mantenere ben saldo il legame con la famiglia postuese d’oltralpe e per non disperdere un patrimonio di storia, di amicizia e di identità che ha saputo sopravvivere – e non era affatto così scontato – alla progressiva scomparsa delle persone che ancora parlavano italiano e che a Postua avevano congiunti stretti. «Vita Postuese» ha avuto appunto il merito, nel tempo, di cementare il rapporto e il legame con gli eredi delle tante famiglie postuesi emigrate in Francia.
Presentato il nuovo numero di «Vita postuese»
A introdurre l’incontro è stato il sindaco Fausto Noris che ha voluto esprimere il suo vivo compiacimento per una longeva esperienza editoriale sostenuta dal Comune e capace di raccontare il paese. Prima di dare la parola all’«anima» della pubblicazione, il prof. Claudio Martignon, Noris ne ha riconosciuto il grande merito e l’ha ringraziato con il curatore grafico dell’opera, Luciano Maron Pot, per l’impegno costante nel tempo. Il prof. Martignon ha quindi descritto i contenuti del volumetto: 112 pagine ricche di racconti, cronache, immagini e ricordi che condensano un anno di esperienze comuni, a partire dal resoconto del 66° Raduno postuese, svoltosi ad Amboise, nel contesto del Castello di Francesco I di Francia. L’annuario prosegue passando in rassegna gli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2025: dal commissariamento del Comune ai momenti d’incontro, dalla celebrazione del XXV Aprile al carnevale, dalle tradizionali feste estive fino ai Presepi che hanno concluso l’anno nel segno della suggestione e della bellezza. Spazio anche al nuovo sacerdote, don Sylvain Dufay, che nel giugno scorso ha celebrato la sua prima messa e da allora si occupa delle comunità di Crevacuore e Postua, e poi ai lavori portati avanti dal Comune. La pubblicazione prosegue con le note anagrafiche e i ricordi, dolorosi e toccanti, delle tante persone che ci hanno lasciato nell’ultimo anno.
Vengono quindi dedicate diverse pagine – come già fatto nei due precedenti annuari – ad alcune «Vecchie Storielle Postuesi», aneddoti che si riferiscono a vicende realmente accadute anche se talvolta un po’ romanzate. Episodi di vita sentiti raccontare e che, per coloro che sono già avanti negli anni – ha commentato Martignon – costituiscono una sorta di memoria collettiva. Le immagini di «Come eravamo» chiudono il quaderno la cui foto di copertina quest’anno ritrae la chiesa parrocchiale con una coltre di neve, opera di Jeff Le Medec.
Insomma: un volumetto dai tanti spunti interessanti, corredato da una corposa documentazione fotografica, pagine «costruite» grazie all’aiuto di molte persone – ha sottolineato il professore – che ha infine rivolto il suo sincero grazie a tutti coloro che hanno contribuito con scritti e immagini a realizzare un nuovo tassello, appunto, di… «vita postuese».
You must be logged in to post a comment Login