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Sentieri della Val Sermenza, a cura della Commissione Segnaletica del CAI Varallo

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Ci sono itinerari che a prima vista sconcertano perché viene da chiedersi: possibile si passi da lì? Possono talora scoraggiare per la loro scontrosa imprevedibilità ma riescono spesso anche sorprendere e stupire per la bellezza emozionante e l’arditezza del tracciato rivelando l’ingegno di coloro che nel tempo li hanno ideati. Si tratta di sentieri non molto frequentati, impegnativi anche se non difficili, da percorrere con attenzione e con il dovuto allenamento, ma che rivelano il fascino di una montagna vera, un tempo vissuta con fatica.

Un bel sentiero dal Ponte di Piaggiogna, passando per Piana, porta all’alpe Sella, meravigliosamente situata su di un’ampia spalla al centro della Val Chiappa di Boccioleto. Fino lì il percorso è quasi una mulattiera, ma la situazione cambia successivamente quando, aggirato uno sporto roccioso, si prende a salire sul ripido prato dove la traccia si confonde. Questo pendio, fino a qualche decennio fa utilizzato come pascolo e sfalciato, ora è abbandonato e qualche betulla sta iniziando a colonizzare.

Fiancheggiando il dirupo che domina il vallone si valica la Bocchetta del Finestrolo, da dove, per pascoli alternati a macchie di rododendri, si arriva alle alpi di Piane Grandi e quindi del Selletto. Da qui si può scendere a Fervento, oppure, per la Madonna del Sasso e l’abitato di Palancato, tornare al punto di partenza. Una giornata di lavoro è stata dedicata dai volontari della Commissione CAI durante la quale hanno ripulito e segnalato il percorso.

Un secondo itinerario da Ronchi di Boccioleto porta in meno di un’ora a Pian Sulej, bellissimo sporto situato di fronte alla torre di Boccioleto. E’ da qui che alcuni ardimentosi riuscirono a raggiungere la cima di questo monolito utilizzando il lancio di un cavo. Il sentiero prosegue nel bosco per poi addentrarsi in un canalone roccioso che si supera su di un larga, esposta cengia che, come un balcone, attraversa il fianco della montagna. Il punto più stretto è attrezzato con un cavo. Quasi inaspettatamente si raggiunge l’alpe Gesiole, esempio di quegli alpeggi abbarbicati nei luoghi più improbabili. Rientrati nel bosco si segue un canale e poi per successivi spalti erbosi si arriva all’ampia Piana di Campo Alto, da dove la vista spazia sulla Val Sermenza, sulla Valsesia, con uno stupendo punto di osservazione sul Rosa.

Il gruppo di collaboratori della Commissione Segnaletica con l’occasione ha provveduto a segnalare oltre questo itinerario anche gli altri due sentieri che conducono a questo bell’altopiano: quello che scende a Solivo, Ormezzano a Ronchi e che permette di completare un bellissimo itinerario ad anello e quello che per Ovaghe e Bonde porta a Fervento.

L’ultimo itinerario della serie è quello che da Fervento sale ad attraversare il rio Cuccia, l’alpe omonima e l’ampio alpe Becco. Con un percorso nel bosco, a tratti con interessanti scorci ma su terreno impegnativo, si raggiunge l’alpe Le Teste e si sbocca infine sull’ampia dorsale dell’alpe Campo. Da qui si può salire in breve alla spalla erbosa del Siunal, punto panoramico interessante, sotto cima Castello. I volontari della commissione sono poi scesi su sentiero al Pian della Ratta dove sono presenti gli impianti di risalita e quindi per mulattiera a Sponde del Lago, nei pressi di Rimasco. Su tutti questi percorsi sono stati effettuata la ripulitura dalla vegetazione ed è stata rifatta la segnaletica.

 

Per la Commissione Segnaletica

Elio Protto

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