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A Crevacuore presentato il volume “La natura delle cose”
CREVACUORE – L’Associazione Culturale “Il Boggio – Arte, storia e cultura” – nata per: “Fare qualcosa per il territorio, per valorizzarlo”- presieduta da Francesca Bruson, sostenuta dal marito Marco e dal figlio Andrea, domenica 13 settembre ha organizzato alla Volta di San Sebastiano sotto la cupola dell’antica chiesa, oggi sconsacrata, la presentazione del volume: “La natura delle cose”, opera prima del Professor Massimo Toso, già Sindaco del paese, pubblicata dalla prestigiosa casa editrice senese Cantagalli, il cui direttore editoriale, David Cantagalli, ha voluto inviare un messaggio di saluto e di augurio all’autore, che è stato letto per intero.
A Crevacuore presentato il volume “La natura delle cose”
L’incontro si è aperto con la struggente Ave Maria di Giulio Caccini, interpretata dalla giovane soprano di Ponzone Lorena Furlan, che, amplificato dalle volte, ha creato l’atmosfera raccolta necessaria per comprendere i contenuti di un libro molto particolare. Il Diacono Pier Luciano Garrone ha paragonato l’incontro ad una sinfonia armonizzata tra libro, spiegazione teologica e canto: “Un viaggio verso Dio”.
Nel De Ira Dei Lattanzio riporta anche il cosiddetto paradosso di Epicuro, che riguarda l’incompatibilità dell’esistenza di Dio con la presenza del male nel mondo, risolvendolo con una spiegazione di carattere morale: Dio non elimina il male perché la presenza del male è un’occasione di crescita personale, mentre Toso ha tentato una spiegazione logica, con riflessioni incentrate sulla natura della materia.
Il Parroco di Crevacuore, Don Sylvain Dufay, ha colto nel libro la presenza di un “grande desiderio di infinito con la particolarità di nascere da una situazione di dolore: ma la vita trionfa in ogni modo”.
Don Alberto Albertazzi, che fu parroco di Crevacuore per sedici anni, oggi canonico del Capitolo metropolitano dell’Arcidiocesi di Vercelli, autore della Prefazione del volume, ha fatto notare l’originalità del titolo che, pare, la traduzione del titolo dell’opera di Lucrezio “De Rerum natura”: “La diversità consiste nella presenza/assenza di Dio; assente in Lucrezio e presentissimo in questo libro, scritto da un laico coltissimo, convintamente e coraggiosamente cristiano, che pone accortamente e sapientemente Dio all’origine di tutte le cose, e tutte le cose si spiegano a partire da lui”.
Il Professor Don Damiano Pomi, parroco di Ghemme, docente presso il Dipartimento di Beni Culturali della Facoltà di Storia e Beni Culturali della Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha presentato i presupposti teologici dell’opera di Massimo Toso: “Un riflessione sulla realtà delle cose, un invito a non accontentarci di subire passivamente bene e male, un libro che formula domande e offre risposte, non facile da leggere, che stimola domande poiché la fede è un’esperienza personale e nessuno può credere al posto di un altro”: Toso parte dalla realtà delle cose che nascono, vivono e decadono, interrogandosi sulla realtà delle cose, offrendo delle risposte, e soprattutto una speranza.
La Professoressa Valeria Matacchini, cantante lirica, specializzata in canto barocco, artista del Coro Teatro Alla Scala, ha interloquito musicalmente con la presentazione dell’Autore e le considerazioni di Don Pomi, creando un percorso segnato dalla proposta di canti composti da Hildegard di Bingen, che nel XII secolo fu la prima suora monaca musicista e compositrice, scrittrice, mistica e teologa, venerata come santa dalla Chiesa cattolica; dichiarata Dottore della Chiesa nel 2012 da papa Benedetto XVI. Valeria Matacchini si è posta in dialogo con il libro di Massimo Toso, riconoscendosi creatura e trovando nella mistica tedesca l’interlocutrice musicale per contrappuntare gli interventi.
Come il libro è suddiviso in tre parti così Toso, seguendo l’ordine dei capitoli, dopo la natura delle cose ha parlato della natura dei viventi, vegetali e animali, dominati dalla lotta per la sopravvivenza, accennando all’evoluzionismo di Charles Darwin, sottolineando come l’uomo: “Fatto ad immagine e somiglianza di Dio” abbia la capacità mentale di simbolizzare, sviluppi il linguaggio e il pensiero.
“La questione centrale della fede cristiana è trovare una risposta al problema del male nel mondo”: Don Pomi ha ricordato che Dio si è incarnato, è entrato nella storia assumendo la fisicità di un corpo umano, condividendo totalmente la natura umana: “La fisicità cristiana è una fisicità redenta, Cristo non ha eliminato il male dal mondo e dalla storia, ma lo ha “abitato” così come ha “abitato” la Morte: questo fa la differenza, è un Dio con noi, non risolve problemi o questioni, ma li condivide. E’ rimasto fedele alla missione assegnata dal Padre”. Negli affreschi della volta Dio è stato dipinto con i segni della Passione.
Il canto “O viridissima virga” si riferiva a Maria che porta il germoglio sull’albero secco, e quel germoglio è Cristo.
Nell’ultima parte del libro Toso analizza il rapporto tra l’essere umano e il soprannaturale, l’origine della bontà e dei gesti altruistici: “Comportamenti non utili”, secondo l’evoluzionismo, rappresentati dalle opere di bene, che la Chiesa divide in Opere di Misericordia Corporali: azioni caritative con cui si soccorre il prossimo nelle sue necessità materiali e Opere di Misericordia Spirituali: quelle più urgenti, delle quali c’è un grande bisogno nel nostro tempo.
Dopo aver ricordato che il Prossimo è chiunque abbia bisogno di aiuto, Don Pomi ha concluso accennando al Giudizio Universale in cui tutte le genti saranno giudicate non sull’astinenza, o assenza di male, ma sulla fattività del Bene, ricordando che: “I Dottori della Chiesa solitamente vengono dipinti nei pennacchi perché sono coloro che sostengono la nostra Fede, ragionata, critica, incarnata, così una lettera a Olimpia scritta da San Giovanni Crisostomo potrebbe essere l’ideale postfazione al libro di Massimo Toso”: «Qualunque sia il quadro che cerco di rappresentare della situazione presente, la parola si ritrae vinta dalla grandezza dei mali. Eppure, pur conoscendo queste cose, non rinuncio alla migliore speranza, penso al pilota dell’universo, che non sconfigge la tempesta con la sua arte, ma con un cenno calma la tempesta”. Il Diacono Pier Luciano Garrone, ha commentato: “Oggi ho incontrato due Padri della Chiesa. Nessuno entra nel Mistero di Dio con il cuore di un uomo”.
La canzone intonata dalla soprano Lorena Furlan: “Dolce sentire”, nota anche come, “Fratello Sole, Sorella Luna”, omaggio a San Francesco, che ricorda come tutti i viventi siano creature di Dio, e condividano la stessa dignità, ha concluso l’incontro che ha lasciato nei presenti una grande serenità.
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