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Conclusa la seconda edizione dell’Healing Music Festival

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Conclusa la seconda edizione dell’Healing Music Festival

VALDILANA – Si è conclusa domenica 23 agosto, al Santuario della Brughiera di Valdilana, la seconda edizione dell’Healing Music Festival, tre giornate dedicate alla musica, alla natura e alla condivisione. Un appuntamento che ha portato nel territorio biellese artisti con percorsi e competenze differenti, accomunati dalla volontà di utilizzare la musica come occasione di ascolto, relazione e benessere.

Conclusa la seconda edizione dell’Healing Music Festival

Più che la semplice successione di concerti ed esperienze, ciò che ha caratterizzato questi tre giorni è stata la partecipazione del pubblico. Le persone presenti non sono rimaste soltanto spettatrici: hanno cantato, ballato, ascoltato, condiviso esperienze e momenti di vita quotidiana, contribuendo a costruire un’atmosfera aperta e partecipata.
Un progetto costruito insieme

Anche questa edizione 2026 dell’Healing Music Festival è stata organizzata dalla cooperativa ViaggieMiraggi, in collaborazione con Translational Music e Richiamo del Bosco, e realizzata grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.

Il progetto si è sviluppato grazie anche alla collaborazione con le realtà del territorio, in una rete che ha permesso di valorizzare il contesto della Brughiera e di costruire un appuntamento capace di mettere in dialogo cultura, natura, turismo responsabile e comunità locale. Il festival è stato inserito anche nei calendari e nelle comunicazioni delle realtà turistiche territoriali.

Un ringraziamento particolare va dunque a tutte le persone, le associazioni e le realtà che hanno contribuito, a vario titolo, alla realizzazione dell’iniziativa.

Un pubblico partecipe, oltre il ruolo di spettatore

Uno degli elementi più significativi di questa seconda edizione è stato il rapporto tra artisti e pubblico.

Canti collettivi, danze, momenti di ascolto e occasioni di condivisione hanno fatto sì che il confine tra chi era sul palco e chi era davanti al palco diventasse, in diversi momenti, molto sottile. La musica è diventata così uno strumento concreto per stare insieme, conoscersi e partecipare.

La risposta delle persone presenti ha dato al festival una dimensione particolarmente umana: famiglie, appassionati di musica, persone interessate alle esperienze nella natura e semplici curiosi hanno condiviso lo stesso spazio e gli stessi appuntamenti, con modalità diverse ma con una comune disponibilità all’ascolto.

È anche attraverso questa partecipazione spontanea che il festival ha trovato la propria identità.

«Credo che l’unica parola che si può usare – ha raccontato Walter, uno dei partecipanti ai tre giorni del festival – sia un GRAZIE che comprende tutta la stima, riconoscenza a quanti con amore, coraggio, determinazione e un po’ di pazzia hanno reso possibile un evento così ben armonico nella scelta dei tempi e degli eventi che si sono succeduti in un luogo magico e meraviglioso. Un grazie a tutti i partecipanti che hanno fatto sì che si respirasse un’aria di serenità, benessere e pace che ci accompagna ancora dopo la sua conclusione. Con infinita gratitudine.»

La Brughiera, un luogo che ha saputo accogliere

A fare da cornice alle tre giornate è stato il Santuario della Brughiera, nel territorio di Valdilana, immerso nel paesaggio delle Alpi Biellesi e dell’Oasi Zegna. Il programma ha alternato musica, esperienze sonore, passeggiate e attività nella natura, creando un rapporto diretto tra ciò che accadeva e il luogo che lo ospitava, ad un pubblico proveniente da tutta Italia. Il catering curato dalla cooperativa Raggio Verde ha offerto oltre che prodotti equo solidali anche ingredienti del territorio Biellese.

In questo contesto, un ringraziamento particolare va all’associazione Amici della Brughiera, la cui collaborazione è stata preziosa per rendere possibile e sostenere l’iniziativa.
Artisti diversi, una sensibilità comune

Il programma ha riunito musicisti e performer provenienti da esperienze molto diverse: pianoforte, violino, arpa, flauto, handpan, tamburi giapponesi, canto, musica devozionale, danza popolare e sperimentazioni legate al mondo naturale.

Tra i protagonisti della manifestazione, oltre a Emiliano Toso, Valentina Wilhelm, Fabiola Guida, Melissa Buccella, Matteo Boseglio, Giulio Cioffi e Alessandra Celletti, hanno partecipato realtà e progetti come Fudendaiko, Genesa Mundi, Tao of Devotion e Plants Play. Il programma ha quindi messo in dialogo linguaggi e percorsi artistici differenti, mantenendo una comune attenzione alla relazione con il pubblico e alla dimensione esperienziale della musica.

A unire esperienze così diverse è stata soprattutto una qualità umana: l’empatia.

L’Healing Music Festival nasce dall’idea di mettere in relazione musica, natura e benessere, ma l’esperienza di questi tre giorni ha mostrato anche un’altra dimensione: quella della musica come strumento di relazione tra le persone.

In questi momenti che il festival ha trovato forse la sua espressione più autentica: non soltanto nella musica proposta dagli artisti, ma nelle relazioni che la musica ha contribuito a creare.

Guardando oltre la seconda edizione

Con la conclusione di questa seconda edizione rimane soprattutto il valore di un’esperienza condivisa.

L’Healing Music Festival ha trovato alla Brughiera un luogo capace di accogliere musica e persone, e in questi tre giorni ha restituito al territorio un’esperienza fatta di ascolto, partecipazione e incontro. Capace di attrarre partecipanti da diverse regioni Italiane e far conoscere il territorio biellese.

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