Attualità
Giacomo Ponti nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente Sergio Mattarella
Prestigiosa nomina per Giacomo Ponti. L’imprenditore ghemmese ha infatti ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Giacomo Ponti nominato Cavaliere del Lavoro
Nato a Novara nel 1972, Ponti è Presidente di Ponti S.p.A. Società Benefit, storica impresa fondata nel 1787 e oggi importante realtà del nostro territorio, conosciuta anche a livello internazionale, specializzata nella produzione di aceti e conserve vegetali.
È entrato in azienda nel 2000, contribuendo alla modernizzazione degli stabilimenti produttivi, allo sviluppo dei mercati internazionali e all’evoluzione strategica del Gruppo; nel suo operato ha sempre cercato di mantenere centrale la valorizzazione delle filiere agricole italiane, la qualità delle materie prime e l’attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione industriale. Il suo impegno si ritrova anche nel sistema associativo nazionale: dal 2021 la carica di presidente di «Italia del Gusto», consorzio che riunisce alcune delle principali aziende italiane del food & beverage con l’obiettivo di promuovere nel mondo l’eccellenza agroalimentare del Paese, e dal 2025 è diventato anche presidente di «Federvini» (Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini).
«Ricevo questa nomina con emozione profonda e con grande senso di responsabilità» ha dichiarato «Desidero dedicarla innanzitutto a mio padre Franco e a mio zio Cesare, e condividerla con mia cugina Lara e con tutte le persone che ogni giorno lavorano con noi e contribuiscono alla crescita della nostra azienda. In un momento storico in cui le imprese sono chiamate non solo a competere, ma anche a generare fiducia, cultura e valore per le comunità, considero questa onorificenza un tributo a una storia imprenditoriale costruita nel tempo attraverso il lavoro, la qualità, il legame con il territorio e la capacità di innovare guardando al futuro. Portare nel mondo il valore dell’agroalimentare italiano rappresenta per noi, prima ancora che un obiettivo industriale, una responsabilità culturale».
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